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26/04/2019

Intesa Miur- sindacati: incontro 6 maggio sul reclutamento del personale

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha convocato le organizzazioni sindacali lunedì 6 maggio 2019 alle ore 11 per affrontare il tema del reclutamento del personale scolastico. Si tratta dell’istituzione del primo tavolo tecnico previsto dall’intesa del 24 aprile, convocato d’urgenza considerato il tema di scottante attualità: individuare una soluzione straordinaria al problema del precariato scolastico, a partire dall’emergenza docenti (circa 80.000 le cattedre da assegnare a settembre 2019) e DSGA (quasi 2.000 posti scoperti ed un concorso che produrrà i suoi effetti solo a settembre 2019).
Al tavolo si discuterà tenendo come punto di riferimento la  proposta della FLC CGIL di una fase transitoria straordinaria che valorizzi il personale già abilitato e quello con 3 annualità di servizio, nonché, relativamente al personale ATA, gli assistenti amministrativi che hanno ricoperto l’incarico di DSGA in questi anni.
La delegazione della FLC CGIL durante l’incontro del 24 aprile ha ribadito con forza le ragioni che hanno determinato la proclamazione dello stato di agitazione e la conseguente indizione dello sciopero del 17 maggio 2019. I temi trattati sono i seguenti:
Autonomia differenziata
Ha innanzitutto chiesto che il disegno politico della cosiddetta autonomia differenziata perseguito dall’attuale Governo venga immediatamente bloccato. Si è infatti convinti che andare avanti nel processo di autonomia differenziata sia profondamente sbagliato, perché la regionalizzazione stravolgerebbe il senso stesso della contrattazione nazionale e conseguentemente il diritto allo stesso trattamento stipendiale in tutte le scuole del Paese come base fondamentale dell’eguale trattamento dell’alunno. Si è sottolineato che non si tratta però solo di un problema contrattuale, ma di qualcosa di molto più profondo: l’autonomia differenziata in materia di Istruzione non rispetta il comma 3 dell’articolo 116 della Costituzione, ma ne è una potente distorsione, dal momento che non sono stati determinati i LEP e che non è stata mai sia varata una legge di principi a livello nazionale sulla legislazione concorrente
Rinnovo del Contratto
La legge di bilancio ha stanziato risorse per garantire a regime un aumento delle retribuzioni di tutta la PA dell’1,95%: per la PA rappresenta un aumento medio di circa 49 euro, per la scuola rappresenta un aumento di 43 euro. Le nostre retribuzioni come ha certificato recentemente la ragioneria generale dello Stato sono le più basse del settore pubblico. 
Il precariato
Un’altra grande emergenza del mondo della scuola portata all’attenzione del Presidente del Consiglio è stata quella del precariato. Si è ribadito che non potrà migliorare la qualità dl servizio scolastico se non si elimina il precariato dalle nostre scuole e dai nostri settori. Solo dando stabilità e serenità al personale si potrà assicurare la continuità didattica e conseguentemente aumentare la qualità dell’offerta formativa.
Sul sostegno in particolare abbiamo illustrato al Governo che la questione si presenterà nel prossimo anno scolastico con aspetti di carattere emergenziale (quest’anno sono state possibili poco più di 1.000 assunzioni, il 10% sul totale dei posti messi a disposizione, per assenza di personale specializzato).
Per sanare questa situazione abbiamo perciò proposto:
la stabilizzazione nell’organico di diritto degli attuali posti autorizzati nel fatto, compresi i posti dati in deroga sul sostegno (è un numero che va incrementandosi), per garantire diritto allo studio e continuità didattica agli alunni svantaggiati;
l’assunzione attraverso una procedura transitoria e straordinaria per il 2019/20 dei docenti abilitati e dei docenti con tre annualità che hanno acquisito competenze e professionalità già in servizio.
Abbiamo inoltre evidenziato che le stesse misure straordinarie devono essere prese per l’assunzione su tutti i posti liberi del personale ATA per il quale vanno recuperati i tagli di organico operati dalle diverse finanziarie e riattivata la mobilità professionale per i passaggi di profilo a partire dagli amministrativi facenti funzioni come Dsga.
Fondo Unico Nazionale (FUN) dei dirigenti scolastici
Anche per la dirigenza scolastica la FLC ha ricordato al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’istruzione che, mentre ancora si attende, dopo quasi 5 mesi, la certificazione dell’ipotesi di CCNL dei dirigenti scolastici, firmata il 13 dicembre scorso, si sta ripresentando, come avvenuto quattro anni fa, il rischio di una pesante decurtazione del Fondo unico nazionale che rischia di riportare indietro le retribuzioni dei dirigenti scolastici e vanificare gli effetti del CCNL 2016-2018. 
Il controllo biometrico
Il controllo biometrico agli ingressi della scuola e degli uffici che è previsto dal DDL Concretezza deve essere cassata anche per i dirigenti, per il personale tecnico amministrativo e per il restante personale dell’intero comparto , perché inadatta  ad essere applicata ai contesti lavorativi come quelli della scuola e l’istruzione  dove si esplica il confronto fra le generazioni e dove ai minori e ai nostri giovani non va dato un messaggio che noi riteniamo diseducativo: il controllo intrusivo, addirittura biometrico, perché si faccia il proprio dovere.
Investimenti in istruzione, ricerca e sviluppo: per noi l’Europa è ancora un traguardo lontano
Si è richiesto al Governo di aumentare gli investimenti in istruzione, ricerca e sviluppo, settori nei quali siamo lontanissimi dai livelli europei
Dopo una nottata di discussione è stata siglata un’intesa che impegna il Governo (rappresentato durante l’incontro dal Presidente Giuseppe Conte) su tematiche particolarmente sensibili per la crescita della qualità del lavoro e del servizio nel comparto Istruzione e Ricerca.
L’intesa prevede:
un impegno del governo a reperire i fondi per il rinnovo del CCNL già dal prossimo DEF per programmare nel triennio un recupero salariale che comporti un sensibile aumento stipendiale che allinei i salari del personale del comparto Istruzione e Ricerca alla media europea
Una particolare attenzione alla stabilizzazione del personale precario con la previsione di percorsi di abilitazione e concorso straordinari per il personale con 3 annualità di servizio
La garanzia di un sistema di reclutamento del personale della scuola uniforme in tutto il Paese con inquadramenti giuridici regolati esclusivamente dal CCNL e la tutela della unitarietà degli ordinamenti statali, dei curriculi e del sistema di governo delle istituzioni scolastiche autonome
Si riconosce l’importanza della valorizzazione delle progressioni di carriera del personale ATA attraverso l’attuazione delle disposizioni contrattuali tuttora vigenti
Il governo si impegna a garantire maggiore flessibilità nella determinazione e nell’utilizzo dei fondi di salario accessorio dei settori dell’Università e della Ricerca
Si riporta inoltre l’impegno a completare in tempi brevi le procedure di statizzazione degli istituti musicali pareggiati e delle accademie delle belle arti non statali
È prevista la promozione di tavoli tematici e di settore sui temi discussi nell’accordo (salari, ordinamento professionale, stabilizzazione del personale …).
Università e enti di ricerca
Superamento dei vincoli, attraverso uno specifico intervento normativo, rispetto alla definizione e utilizzo del salario accessorio.
Completamento del processo di stabilizzazione del personale precario negli enti di ricerca e ad un piano straordinario di assunzioni per il personale che svolge attività di ricerca e docenza nelle università (a cui non si è applicata la stabilizzazione prevista dal DLgs 75/2017).
Per l’AFAM il completamento in tempi brevi delle procedure di statizzazione degli istituti musicali pareggiati e delle accademie di belle arti non statali.
L’accordo è stato sottoscritto da tutte le sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero del 17 maggio, dal presidente Conte e anche dal ministro Marco Bussetti.
L’intesa sottoscritta è un risultato importante, ma costituisce il punto di partenza e non di arrivo della nostra azione sindacale che ci ha visti impegnati in questi mesi con le RSU e le lavoratrici ed i lavoratori in continui confronti ed elaborazioni.
Resta il nostro impegno a vigilare sul rispetto dell’accordo e sugli altri punti di rivendicazione della nostra piattaforma di rinnovo contrattuale, a partire dal primo tavolo tecnico che tratterà il tema del precariato.